Tu standards is mejio che uan!

Dopo la polemica suscitata dallo stato del Massachusetts reo di voler basare i propri documenti su uno standard elettronico aperto come il formato OpenDocument creato da Sun ed IBM ed implementato sia in OpenOffice che in AbiWord, ecco che ritorna alla carica Microsoft con il suo Open XML e a quanto pare vince

E’ interessante l’affermazione:

“Additional standards give you more choice over a period of time,” Alan Yates, general manager, business strategy with Microsoft’s information worker group, said Wednesday.

Quindi 2 standard sono meglio di 1, ne consegue che 3 sono meglio di 2 e 4… oops ma allora che senso ha parlare di standard?
Ma forse il nostro caro Alan ha confuso la parola standard con quella formato.

Solo per essere chiari: non voglio affermare che OpenDocument sia migliore dell’Open XML di Microsoft, o viceversa, il punto non è questo. Mi sto solo chiedendo fino a che punto questi balletti politico-economici danneggiano il progresso tecnologico e in definitiva noi utenti, veri ed ultimi fruitori dei servizi.

R.A.I.D.

Questa notte con il fiato sospeso eseguivo:

persbaglio:~# cat /proc/mdstat
Personalities : [raid1]
md0 : active raid1 hda2[2] hdc1[1]
4104960 blocks [2/1] [_U]
[==================>..] recovery = 92.0% (3777792/4104960) finish=0.5min speed=10811K/sec
unused devices: <none>

persbaglio:~# cat /proc/mdstat
Personalities : [raid1]
md0 : active raid1 hda2[2] hdc1[1]
4104960 blocks [2/1] [_U]
[==================>..] recovery = 93.2% (3830016/4104960) finish=0.4min speed=10442K/sec
unused devices: <none>

…poi un bel reboot

PING persbaglio (192.168.1.x): 56 data bytes
...
64 bytes from 192.168.1.x: icmp_seq=54 ttl=64 time=1.6 ms
64 bytes from 192.168.1.x: icmp_seq=55 ttl=64 time=1.4 ms
64 bytes from 192.168.1.x: icmp_seq=56 ttl=64 time=1.5 ms

Ora perSbaglio è ridondante!

Time warp?

Un buco nero di due settimane! Risucchiato dal lavoro masticato ben benino e poi rispedito tutto acciaccato qui a casa.

Sabato scorso comuque ho trovato il tempo di fare un giretto sul Vettore, divertente e rilassante:
Vettoretto & Puck

Questo sabato invece sono riuscito solo a ricompilare anjuta.

La versione in questione è la cvs del 16 settembre, le regole sono le stesse: nessuna cura per il package (nè descrizione, nè titoletti vari, solo l’email per identificarmi come colpevole del misfatto) e il solito posto dove scaricarlo.

Un’ultima cosa, questa volta ho aggiunto la dipendenza a graphviz, quindi installatelo se volete utilizzare il relativo plugin.
Per quanto riguarda gli altri deb: sono rimasti invariati!

Anjuta2

Oggi mi son preso la briga di debianizzare anjuta2 per Sid.


anjuta2

Come mai dato che c’è già una versione in experimental?
Perchè la versione in experimental è la 2.0.1 con quel famoso bug in pango che ha anche afflitto la 1.2.3. Inoltre sempre anjuta in experimental non ha il supporto per glade3.

Qualche ulteriore nota.

  • La versione che ho compilato è quella in sviluppo, tarball del 21 agosto 2005.
  • I pacchetti debian creati sono lontani dall’essere perfetti e soprattutto non sono conformi allo standard debian.
    Basta fare un giro veloce con lintian per rendersi conto dei vari errori/warning. Ciò nonostante a me hanno funzionato bene sia in installazione che in disinstallazione.
  • Prima di installare i vari debs, date un’occhiata alle note in Anjuta 2.x Dependencies l’unica dipendenza non presente in debian è gnome-build ed è per questo che ho creato anche il .deb di quest’ultima.
  • Ovviamente anjuta2 è in conflitto con il pacchetti di anjuta 1.2.x quindi prima di eseguire l’installazione distinstallate anjuta 1.2.x

Come noterete da subito i vari deb (a parte gnome-build) non sono curati nemmeno negli aspetti più elementari: mancano descrizioni, anjuta è un pacchettozzo monolitico etc etc. L’unica cosa che mi sono premurato di fare è cercare di rendere chiaro che questi debs li ho generati io, che non sono il mantainer debian di anjuta e nè voglio/posso esserlo. Questo per evitare di riportare bugs reports a ‘Rob Bradford’, il quale ignora totalmente l’esistenza di questa build.

Beh se avete letto tutto ed avete ancora voglia di scaricare i pacchetti, ecco dove li potete trovare (la cartella è ovviamente anjuta2).

Indubbiamente interessante

E’ una delle rare volte che trovo idee interessanti su un argomento tanto bistrattato come le interfacce grafiche.
Niente di nuovo, almeno nei concetti, ma finalmente una persona che si è fermata a pensare e ha organizzato tutto quello che gli studi di usabilità ed il buon senso avevo già formalizzato.
Vale la pena dare un’occhiata a Mezzo, i suoi angoli, le sue desklet e tutto il resto.

P.S.
Sto postando da Windows XP con w.bloggar: la ricerca è finita, almeno per quanto riguarda windows.

Ultimi ritocchi

Sto terminando con gli ultimi ritocchi la configurazione di questo blog: è l’ora dell’italiano.

Per installare il supporto della lingua italiana basta scaricarlo da http://www.wordpress-it.it/wiki/Main/WordPressInItaliano e seguire più o meno le instruzioni che stanno lì.

Dico più o meno perchè nella (mia) debian il mantainer ha modificato lo schema dei file di configurazione, quindi secondo la sua visione il file da configurare con la costante WPLANG è in  /etc/wordpress/config-<nome host>.php.

Apex: c’ho rinunciato, mannaggia!